\. (di Simone Mazzata)

Non è un ossimoro. E nemmeno una boutade effimera. E’ la rivoluzione “fresca di giornata” che sta guidando il comparto lattiero-caseario nel nostro Paese, grazie alle tecnologie di ultima generazione.

E’ quanto emerge dallo studio “La spinta dell’innovazione digitale nel lattiero-caseario”, realizzato dall’Osservatorio Smart AgriFood, voluto dall’Università degli Studi di Brescia e dal Politecnico di Milano.  “Una corretta digitalizzazione anche del Lattiero-Caseario – dichiarano i condirettori dell’Osservatorio, Andrea Bacchetti (UNIBS) e Filippo Renga (POLIMI) – è un fattore necessario per garantire la competitività del settore in Italia. In particolare in 3 ambiti: tracciabilità, sostenibilità ed export. Grazie all’innovazione digitale, tutti questi obiettivi possono essere raggiunti con costi minori”.

Lo studio ha coinvolto allo stesso tavolo, accanto ai ricercatori, gli operatori di tutta la filiera lattiero-caseria, al fine di ottenere risultati funzionali alle esigenze concrete e direttamente applicabili, senza necessariamente il ricorso  automatico a significativi investimenti. 

| Enormi benefici dalla ricetta veterinaria elettronica. Secondo la ricerca, già la ricetta veterinaria, di imminente introduzione, assicura un beneficio economico – in un perimetro di quasi 5.700 stalle in Lombardia – pari a 20,4 milioni di euro l’anno, tra minori costi per materiali (registri, ricetta, ecc.), tempi ridotti di prescrizione, registrazione e controlli, utilizzo più attento dei farmaci. Senza contare  la riduzione di oneri (e “stress da errore” connesso!) di conservazione dei documenti, la realizzazione di una filiera più sostenibile e un migliore controllo del benessere animale. In pratica, non c’è bisogno di registri cartacei, anche se ovviamente c’è la possibilità di avere copia cartacea. Bastano pochi secondi e la ricetta è inviata all’agricoltore dal veterinario e viene spedita al farmacista; infine può addirittura essere spedito il farmaco direttamente in azienda. Non meno importante è la possibilità di visionare il numero di trattamenti effettuati sull’animale, in modo da monitorare il progresso nelle cure, stimolando anche la riduzione dell’uso di antibiotici.

| Il boom dell’export digitale. Dallo studio emerge che nel 2017 l’Italia ha esportato prodotti per un valore pari a 448,11 miliardi di euro, di cui 10,3 miliardi di euro di alimentari d’origine animale. Mentre la Regione Lombardia ha esportato prodotti alimentari d’origine animale per un valore di 2,9 miliardi di euro, corrispondenti al 28% del volume nazionale. Di questi, il lattiero caseario ha un valore pari a circa 1,2 miliardi di euro (il 40% del valore italiano). Con rilevanti tassi di crescita.

|Il ruolo-chiave della logistica. In base alle rilevazioni dell’Osservatorio, la logistica vale circa il 7% del PIL italiano, di cui il settore lattiero-caseario incide sul 7,5%.  I trasporti giocano un ruolo-chiave nel miglioramento della sostenibilità per l’azienda e la filiera, mentre l’attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale è sempre più diffusa. “Un semplice smartphone – sono le parole di Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico, che ha collaborato allo studio – supporta ormai l’integrazione informativa all’interno del processo di consegna, con funzionalità sempre maggiori e innovative, dal RFid fino  alle piattaforme collaborative e alle logistics app”. Per questo, nel quadro di una  continua crescita del business tipicamente “italianmade”, è fondamentale che a una riorganizzazione fisica degli spazi e dei layout si lavori  anche sull’ottimizzazione di processi logistici, digitalizzando tutte le informazioni all’interno e all’esterno dell’azienda, dematerializzando i documenti di trasporto e, soprattutto, lavorando con gli altri attori della filiera”.

|La presentazione dell’indagine 2018 il 12/2/19 a Brescia. L’Osservatorio presenterà l’indagine annuale di settore in un convegno a ingresso libero a Brescia (qui il link per partecipare). Aziende agricole e alimentari, retailer e attori dell’offerta tecnologica parleranno di Agricoltura 4.0 e valore di mercato, blockchain per la tracciabilità alimentare, e quanto di meglio il mondo delle startup sta offrendo all’agrifood.


Questo articolo, opportunamente modificato, è stato pubblicato nelle pagine economiche del Giornale di Brescia.